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Quello del trasporto merci su gomma è un argomento che ha sempre scaldato gli animi degli svizzeri, tanto da avere inserito la diversificazione modale in Costituzione e da sostenere qualsivoglia progetto che abbia come obiettivo quello di renderlo meno impattante possibile.

Oggi si sta investendo su un progetto indubbiamente innovativo che vede lo sviluppo di una rete di collegamenti interamente dedicata al trasporto merci e sfruttata tramite l’utilizzo di un cargo sotterraneo (CST).  Si tratta quindi di una rete di collegamenti sotterranei, che va da Ginevra a San Gallo e da Basilea e Lucerna, in cui le merci viaggiano su veicoli o meglio ancora carrelli autonomi a ciclo continuo, 24 ore su 24, a una profondità di 50 metri sottoterra. Il progetto ha raccolto i 100 milioni di franchi necessari ed a fine gennaio è stata presentata alla consigliera federale Doris Leuthard la road map per la prossima fase.

Quale scopo si vuole raggiungere?

Ridurre del 30% il trasporto merci all’interno delle città e del 40% i trasporti merci su strada. L’idea era nata dalla collaborazione di un gruppo di imprenditori privati che avevano presentato il progetto alla Federazione Elvetica, la quale aveva richiesto il conseguimento di un obiettivo preciso: raccogliere intorno al progetto anche investitori privati. Ne è risultato che oggi il Cargo ha messo in cassa i primi 100 milioni di franchi necessari per il primo collegamento e ha presentato il calendario delle prossime tappe di sviluppo del progetto: entro il 2030 si dovrà realizzare un sistema logistico digitale su cui sarà possibile far scorrere bancali e pacchi; entro il 2045, tramite un investimento complessivo di 33 miliardi, il sistema dovrebbe entrare definitivamente a regime.

Intanto sono numerose le società che si sono mostrate interessate al progetto, dichiarando la propria volontà di contribuire con fondi più o meno importanti, basti pensare a Mobiliare, Helvetia, Coop e Migros, assieme, ovviamente, alla Banca cantonale di Zurigo, la Posta e Swisscom. A non nutrire il minimo dubbio sul ruolo da avere nel progetto è il gruppo cinese Dagong Global, che anzi vorrebbe esportarlo in Oriente.

L’Italia, invece, resta per il momento impassibile alle grandi novità, ma se ti occupi di trasporto merci potrebbe interessarti sapere che la flotta MDS è a tua disposizione. Contattaci per saperne di più.